Sperlinga, la minoranza consiliare: “Le nostre iniziative non vengono recepite”

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 13 Gennaio 2022

Con una nota inviata al presidente del consiglio ed al segretario comunale di Sperlinga, i tre consiglieri di minoranza, Giuseppe Matarazzo, Maria Di Pietro e Michele Lo Bianco constatano che le loro iniziative non sono recepite.

I tre consiglieri di minoranza elencano diversi fatti a sostegno della loro tesi: non è stato convocato il consiglio comunale sul decoro urbano, richiesto con nota il 3 dicembre 2021; non è stato convocato il consiglio Comunale  sulla viabilità rurale, richiesto con nota il 23 dicembre 2021 e  non è stata data risposta alla interrogazione  del 18 ottobre 2021, con la quale si chiedeva la documentazione in base alla quale il Comune è stato autorizzato ad usare i locali delle scuole elementari come rifugio per i cani.

Constatiamo – scrivono nella nota i tre consiglieri di minoranza – che, oltre al dovuto seguito di legge, a queste iniziative è mancato anche il dovuto seguito di trasparenza con qualsiasi forma di riscontro. Ignoriamo i motivi del diniego e i presupposti normativi sui quali esso si fonda.  Chiediamo, pertanto, in via ufficiale di conoscerli avendone diritto come consiglieri comunali”.

Rispettiamo tutti e tutto, – proseguono nella nota i consiglieri – compreso il silenzio di chi dovrebbe istituzionalmente esprimersi e invece preferisce dedicarsi alla goliardica costruzione di muri di gomma. Ma rispettiamo di più il dovere di affermare il nostro diritto. Il diritto ad esistere come consiglieri comunali resistendo a questa decadenza  che viene , di fatto, dichiarata con  queste omissioni. Omissioni di legge e di trasparenza che non colpiscono solo una rappresentanza consiliare, ma il concetto stesso di rappresentanza. E con esso la grammatica di base della democrazia”.

Infine, concludono “L’ultima cosa che questo paese merita in un momento così difficile che esige serietà e correttezza da tutti e, soprattutto, da chi ha responsabilità istituzionali. Almeno fino al punto di non dover “disturbare” il prefetto che, secondo le norme di cui in oggetto, ha titolo ad intervenire per ristabilire la legalità violata”.

 


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